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Fatturazione e documenti

Fatturare a clienti esteri: le cose da sapere prima di iniziare

Codice destinatario per l'estero, dati da chiedere al cliente e differenze di massima tra Paesi UE ed extra UE.

Grafici di vendita su un tablet

Il primo ordine dall'estero fa sempre piacere, poi arriva la domanda: «e adesso come la faccio la fattura?». Le regole fiscali sulle vendite internazionali sono articolate e cambiano a seconda del tipo di cliente, del Paese e di cosa vendi. Qui non sostituiamo il commercialista: ti diamo un'idea generale delle domande da porti, così arrivi preparato al confronto con lui.

Il codice destinatario per l'estero

Nella fattura elettronica italiana il campo del codice destinatario va sempre compilato. Per i clienti esteri si usa un codice convenzionale composto da sette X. In questo modo la fattura viene comunque trasmessa e registrata, anche se il cliente straniero non la riceve attraverso il sistema italiano: a lui va consegnata nel modo che avete concordato, per esempio in PDF.

Prima domanda: azienda o privato?

La distinzione più importante è tra cliente business (un'impresa con partita IVA) e cliente privato. Per un'impresa di un altro Paese dell'Unione Europea serve di solito il suo numero di partita IVA comunitaria, che conviene verificare prima di emettere la fattura. Per un privato i dati sono quelli anagrafici e l'indirizzo di consegna.

Seconda domanda: Unione Europea o extra UE?

Vendere in Germania non è come vendere in Svizzera o negli Stati Uniti. All'interno dell'Unione le merci circolano senza dogana, mentre fuori dall'Unione entrano in gioco documenti doganali, eventuali dazi a carico del destinatario e tempi di consegna più lunghi. Anche il trattamento dell'IVA cambia e, nel caso delle vendite a distanza ai privati, oltre certe soglie possono esserci adempimenti specifici nel Paese del cliente. Sono temi da affrontare caso per caso con chi segue la tua contabilità.

Cosa preparare in ogni caso

  • Dati completi del cliente, con il Paese scritto in modo corretto.
  • Per le imprese UE, la partita IVA comunitaria verificata.
  • Una descrizione chiara della merce, utile anche per le spedizioni fuori dall'Unione.
  • Le condizioni di spedizione: chi paga trasporto ed eventuali oneri all'arrivo.

Nel file della fattura, quando l'IVA non è applicata, va indicato il motivo con un codice di natura: trovi i significati, ad esempio, nelle schede N2.1 e N3.2. Scegliere quello giusto spetta a te e al tuo consulente.

Sito, spedizioni e documenti

Chi vende all'estero con continuità ha bisogno anche di un sito nella lingua del cliente e di costi di spedizione per Paese. Con Pcommerce puoi gestire il sito multilingue, le spedizioni verso l'estero e i sezionali per fatture estere e reverse charge, così i documenti escono già impostati nel modo che hai concordato con il commercialista.

Domande frequenti

Per i clienti esteri si usa per convenzione un codice di sette X. La fattura va poi consegnata al cliente nel modo concordato.

Dipende dal tipo di cliente, dal Paese e da cosa vendi. È una valutazione da fare con il tuo commercialista.

No, è solo informativa. Per le scelte fiscali fai sempre riferimento a un professionista.

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